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Marrakech (circa 1.000.000 di abitanti), una delle Città imperiali del Marocco, insieme a Fes, Meknes e Rabat, è definita, la “città rossa”, per il colore delle sue antiche mura e degli edifici in arenaria dalle sfumature rossastre. È una città affascinante capace di ammaliare tutti i sensi, non solo la vista: il vento caldo, il profumo delle spezie e dei cibi cucinati all’aperto, le voci continue dei venditori, i clacson, le musiche nella piazza centrale, le piacevoli sensazioni tattili sulla pelle nell’hammam. Marrakech, come altre città marocchine ha un cuore interno più antico, la medina, una cittadella fortificata, circondata da quartieri più moderni. All’interno della medina, dichiarata patrimonio Unesco, si concentrano i luoghi più interessanti da vedere. Il centro pulsante, crocevia di attività e di vite, è Piazza Jemaa el Fna e il bazar che la circonda. La sua incredibile caratteristica è di cambiare natura a seconda del momento della giornata. Nelle ore diurne è affollata da venditori ambulanti, incantatori di serpenti, musicanti, donne che disegnano tatuaggi con l’hennè, la sera appaiono le bancarelle che cucinano pietanze tipiche. Godersi questo spettacolo al tramonto, da una delle terrazze dei caffè intorno alla piazza, è un appuntamento irrinunciabile. Proprio a lato della Piazza Jemaa El Fna, sorge il luogo forse simbolo di Marrakech per eccellenza, il suo grande e labirintico mercato. Vi si entra da una via principale, ma poi le diramazioni sono infinite, con diverse porte interne; e se il rischio di perdersi c’è, è anche facile ritrovare la strada principale. Marrakech possiede il souk (mercato tradizionale berbero) più grande del Marocco. Muovendosi per il centro della città, il minareto della maggiore moschea di Marrakech, la Moschea Koutoubia, è un costante punto di riferimento. Alto 69 metri, è il più antico e più grande degli ultimi tre minareti almoravidi (1100-1220 d.C.) rimasti al mondo. La Medersa ben Youssef (attualmente chiusa per lavori di ristrutturazione, sembra riaprirà a breve), una scuola coranica di epoca successiva (XVI secolo), ha un’architettura ricercata, dettagliata, con un cortile scolpito in cedro, stucco e marmo. Generazioni di studenti si sono qui formati nel corso dei secoli; oggi è aperta al pubblico come luogo di interesse storico. Nel cuore della medina, vicino all’antico ghetto ebraico, si trova il Palazzo Bahia, costruito nel 1890 da un gran visir, considerato un capolavoro dell’architettura tradizionale marocchina. Sia gli interni, con moltissimi saloni e stanze, sia gli esterni con vari cortili, sono raffinati, decorati con minuzia e con materiali di pregio. Il Palazzo El Badi è invece parte del complesso del Palazzo Reale, non un vero edificio ma ciò che resta di una delle dimore più sfarzose al mondo, costruita dal re Saadiane Ahmad al-Mansur attorno al 1578. Oggi luogo di attrazione anche perché prediletto dalle cicogne, che qui vengono a nidificare. Le Tombe Sa’diane sono uno dei monumenti di maggior valore storico della città, riportate alla luce negli anni ’20 del ‘900. Si tratta di un complesso funerario le cui strutture furono fatte costruire dal Sultano Ahmad al-Mansūr intorno al 1557. Adiacenti ai resti del Palazzo Reale, si aprono i Giardini Agdal: tipici aranceti, piante di limone, fichi, albicocchi, melograni e ulivi compongono questo luogo incantevole. I Giardini Menara sono invece in prossimità della piazza Jemma el Fna; si tratta di diversi spazi di tranquillità con alberi e fiori al centro della medina. Il complesso comprende una grande piscina, ai piedi di un padiglione costruito nel XVI secolo dalla dinastia Sa’diana. Agdal e Menara sono patrimonio Unesco dal 1985.
Tra i giardini, quello più noto per la sua storia e le sue particolarità è lo splendido giardino Majorelle con i suoi percorsi tra piante che arrivano da tutto il mondo e particolari decorativi in stile marocchino. Si trova fuori dalla città vecchia e può essere motivo di pausa dal caos del centro. Il giardino, costruito dall’artista francese Jacques Majorelle che si trasferì in Marocco a inizio ‘900, dopo la sua morte fu comprato da Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. Al suo interno, tra cactus e palme di tutti i tipi, fiori colorati e vasche con i pesci, spicca la villa blu elettrico (il famoso blu majorelle) a metà fra stile moresco e Art Noveau, un tempo dimora e oggi sede del museo di arte berbera. Molto interessante l’annesso museo YSL ( una delle principali attrazioni).
Progettato da un paesaggista inglese, Le Jardin Secret di Marrakech è un'oasi di storia e piante profumate. Puro romanticismo, oasi di pace e ristorno nel cuore della Medina.
Fondata nel 789 dall’Imperatore Idris I,  Fes è la più antica tra le Città Imperiali ed è considerata la capitale culturale del Marocco per la ricchezza del suo patrimonio storico e artistico. Oggi Fes, con oltre 1.000.000 di abitanti, è la seconda città del paese dopo Casablanca.
La Medina di Fès, Patrimonio Unesco, è il cuore antico della città, e si snoda in un labirinto di vicoli tortuosi su cui si arrampicano carretti trascinati a mano o da asini. Balak! è il tipico grido che si ode spesso, un invito ai passanti a restare ben aderenti alle pareti, onde evitare di essere investiti. La Medina è accessibile attraverso porte monumentali, la più famosa delle quali è Bab Boujeloud, la Porta Blu. 
I luoghi da non perdere sono le Medersa Bou Inania, considerata la scuola coranica più bella di Fes, e la vicina Medersa Al-Attarine. Un altro monumento imperdibile è la Zawiya di Moulay Idris II, dedicata all’imperatore che fondò la città per la seconda volta nel 810. Cinque secoli dopo la sua morte, fu rinvenuto sul posto un corpo ancora intatto, e la popolazione ritenendo che fosse quello dell’imperatore, gli volle rendere omaggio. 
Fes è anche nota per le attività artigianali legate soprattutto alla ceramica e alle concerie.  Le due concerie più importanti nella Medina sono Chaouwara, e Sidi Mousa. La prima, oltre ad essere più grande è quella più impressionante per l’alto numero delle vasche e dei colori impiegati. In entrambe si usano ancora i metodi per la lavorazione della pelle in voga nel medioevo. 
Altri luoghi interessanti  da vedere a Fes sono la mellah,  il quartiere ebraico dove rimangono le sinagoghe, il cimitero e le case, anche se la comunità ebraica non vive più qui, e il Palazzo Reale Dar el-Makhzen, con immense porte d’ottone, non visitabile all’interno. Nella Medina, il Jardin Jnan Sbil, rappresenta un’oasi tranquilla per allontanarsi dal frastuono e passeggiare tra fontane, cespugli di rose, alberi di arance e altre piante.
Situata nella valle del Dades, a ridosso del Sahara marocchino, Ouazarzate (56.000 abitanti) è una città in una posizione strategica tra Marrakech e il deserto.  Si è espansa negli ’20, come presidio del colonialismo francese, ma la sua storia secolare è legata alla sua funzione di stazione di posta per le carovane dirette a Timbuctu. Nel 1983 furono creati gli Atlas Corporation Studios, un importante centro di produzione di cinematografica, dove sono stati girati (e continuano ad essere girati) diversi film distribuiti in tutto il mondo, come il Gladiatore di Ridley Scott. Per questa ragione la città è stata soprannominata Ouallywood. Vicino a Ouarzazate si trova la Kasbah (cittadella fortificata) di Taourirt, tra le meglio conservate del Marocco, costruita nell’Ottocento dalla ricca e potente famiglia el Glaoui.  Questo sito, per la sua importanza storica è stato riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e per la sua forza suggestiva è stato usato anche come location  per il film Il Tè del Deserto. Quasi tutti i tour da Marrakech verso Ouarzazate o ancora più a sud verso il deserto includono anche una sosta a Aït Benhaddou, una magnifica kasbah a 30 km dalla città che sembra emergere dal nulla. 
Questa piccola città (35.000 abitanti), incorniciata a 600 mt di altezza tra le montagne del Rif, nella regione montuosa a Nord del Marocco, è definita la “città blu” per il colore prevalente delle sue case. Fondata nel 1471 da esiliati andalusi, il suo aspetto richiama le caratteristiche dei paesi della Spagna meridionale. Dichiarato Patrimonio Unesco nel 20 10, il suo centro storico è un piccolo gioiello architettonico, composto di vicoli lastricati, piccole piazze e giardini, scalinate, abitazioni con i portoni di legno decorati e cornici di maiolica. Tra le sue otto moschee, la più importante è la Grande Mosquè, del XV sec., con una particolare torre ottagonale. La sua medina è tra le più apprezzate del Marocco, con i caffè, i ristoranti e le tante botteghe artigianali. La piazza principale, Place Uta el-Hammam, è attorniata da rigogliosi gelsi, con al centro una fontana. Il cuore della città vecchia è la Kasbah, una fortezza del XV sec., con le mura merlate, che ospita il piccolo Museo Etnografico. Di interesse storico da segnalare anche il fondouk, antico caravanserraglio che continua ad accogliere i commercianti di passaggio nel suo spazioso cortile. Infine, merita raggiungere con una breve passeggiata il luogo che probabilmente ha dato origine al primo insediamento, la sorgente di Ras Maa, una scenografica cascata le cui acque continuano ad alimentare i mulini di Chefchaouen.
Situata lungo la costa atlantica, Casablanca (circa 3 milioni di abitanti ) è la capitale economica del Marocco dove vengono gestiti la maggior parte dei commerci esteri del Paese. Costruita nel 1906 dove prima sorgeva una città berbera del 7 sec., appare oggi agli occhi del visitatore come una città moderna, cosmopolita, moderna e frenetica. L’edificio più importante da visitare è la Moschea di Assan II, tra le due moschee di tutto il Marocco aperta ai musulmani.  Dopo il tramonto, un laser dall’alto del minareto indica la direzione della Mecca. La parte vecchia della città, la ‘Medina’, è piena di strade strette e circondata dalle vecchie mura cittadine.  Al di fuori della Medina si trova la città costruita dai francesi in stile Art Decò, la Nouvelle Ville, caratterizzata da viali, centri commerciali, banche, grandi alberghi e negozi moderni. Affacciata sui  giardini del Parc de la Ligue Arabe spicca la bianca Cattedrale del Sacro Cuore, di culto cattolico, con le sue splendide vetrate decorate a mano, 
Gli amanti dello shopping apprezzeranno il Morocco Mall, un centro commerciale sull’oceano che detiene il primato di essere  il più grande mall del continente africano. Poco lontano è il suggestivo Santuario di Sidi Abderrahman, visibile a poca distanza dalle Corniche.  Situato su una roccia in mezzo al mare ed accessibile solo con la bassa marea, in questo luogo non è consentito l’ingresso ai non musulmani che non possono varcare la soglia del tempio. Si può esplorare però il piccolo quartiere che è sorto intorno ad esso. In questa zona, ideale per passeggiare e ammirare i tramonti, si trovano le spiagge cittadine, mentre la vita notturna è animata da diverse discoteche.
Nonostante si trovi in Africa, Casablanca gode di un clima mite, d’estate la temperatura media non supera i 26 gradi centigradi.
Tangeri (950.000 abitanti), situata  sulla punta più settentrionale del Marocco, sullo stretto di Gibilterra a soli 16 chilometri dalle coste spagnole,  è la città dell’anima dello scrittore Paul Bowles dal cui libro Il Tè nel Deserto è stato tratto il film  di Bernardo Bertolucci.
Per la sua posizione strategica, dove si incontrano il mar Mediterraneo e l’oceano Atlantico, vanta una ricca storia che ha visto il dominio dei fenici, dei cartaginesi, dei romani e poi degli arabi, dei portoghesi, degli spagnoli e degli inglesi. Oggi è una città cosmopolita e vivace che si sviluppa ad anfiteatro intorno al porto.  La Medina di Tangeri è un labirinto di stradine che si intrecciano sulla collina che domina il porto dove si trova una Kasbah del 1600 che si staglia sulla sommità di una scogliera a picco sul mare, dove si trova il bellissimo Palazzo del Sultano oggi sede di un importante museo, ricco di bellissimi mosaici e statue di bronzo riportate alla luce da siti archeologici Romani ed ospita opere d’arte e preziosi manufatti, come tappeti berberi e gioielli, provenienti da diverse località del paese. Nell’angolo sud-occidentale della Medina, invece, si trova l’ex Delegazione americana, dal 1821 al 1961 sede diplomatica degli Stati Uniti, testimonianza degli anni in cui Tangeri venne dichiarata zona internazionale. Il palazzo oggi custodisce un’importante collezione di antiche carte geografiche e opere artistiche di Delacroix, Kokoschka e Saint-Laurent. Nelle vicinanze della piazza del Petit Socco si trova la Grande Moschea, trasformata in chiesa e poi di nuovo in moschea nel 1684, mentre nella vasta piazza del Grand Socco, si trova il centro pulsante di Tangeri, animata ogni giorno da una folla variopinta, dove si svolge un mercato ricchissimo anche di prodotti dell’artigianato marocchino.  La Ville Nouvelle di Tangeri è la meta ideale per una passeggiata e per lo shopping: Place de France è il cuore della città nuova ed è un luogo alla moda contornato da lussuosi hotel, caffè e ristoranti. Le spiagge sono un’altra grande attrazione turistica di Tangeri, soprattutto quelle di Asilah, Moulay Bousselham e Larache.
Rabat, capitale del Marocco, è situata sulla riva sinistra del fiume Bou Regreg, e si affaccia sull’Oceano Atlantico lungo la costa nord-occidentale del paese. Pur avendo l’aspetto di una città moderna e un’atmosfera cosmopolita ha saputo svilupparsi con i moderni quartieri ed edifici del XX sec.  conservando il prezioso patrimonio culturale preesistente, tanto da meritarsi nel 2012 il riconoscimento come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Monumenti fenici, romani, della dinastia degli Almohadi e della dinastia berbera di Merinide raccontano la lunga storia di Rabat. 
Collocata tra il mare ed il fiume, la Medina di Rabat, il caratteristico quartiere murato molto comune in Africa settentrionale,  si erge di fronte alla Città Vecchia di Salè, costruita sulla riva opposta del fiume Bou Regreg. Piccola ma pittoresca, caratterizzata dai classici vicoli stretti e acciottolati, la Medina presenta dei bei edifici bianchi ed è ricca di caffè e negozi di artigianato marocchino e regala una splendida vista sull’oceano Atlantico. Sulla foce del fiume si trova una dei luoghi simbolo, la Kasba degli Oudaïa, costruita su un promontorio roccioso poco più a nord della Medina. Questa fortezza reale berbera, costruita intorno al XII secolo dagli Almoravidi, è circondata da giardini e si affaccia sull'oceano. 
Oltre la Medina, superato viale Hassan II, si stende la città nuova di Rabat. Qui si trovano altri luoghi di interesse storico, come L'iconica Torre Hassan, minareto del XII secolo che si erge sulle rovine di una moschea costruita a partire del 1195 e rimasta incompleta. La torre di mattoni rossi che si vede oggi, alta circa 44 mt, sarebbe dovuta diventare il minareto più alto del mondo. Non lontano si trova il Mausoleo di Mohammed V, un moderno edificio che accoglie le spoglie del sultano Mohammed Ben Youssef e dei suoi figli Moulay Abdellah e Hassan II, decorato nello stile classico marocchino, all’esterno con marmo bianco all’interno con tradizionali mosaici islamici.
Alla periferia di Rabat si trovano i resti della necropoli di Chellah, un importante sito archeologico utilizzato in epoca musulmana come luogo di sepoltura, ma con un’origine ancora più antica. Qui si trovano anche le rovine dell’antica città romana di Sala, risalente al 200 a. C., di cui sopravvivono un arco di trionfo e le terme. A rendere più suggestivo il luogo sono le numerose cicogne che hanno trovato un rifugio sicuro per i loro nidi.
Situata alle pendici dei monti del Medio Atlante, Meknès (600.000 abitanti) è una delle città imperiali del Marocco,  più piccola e meno famosa di Fes e Marrakech, ma non per questo meno affascinante. La città e i suoi dintorni sono infatti note come una delle più lussureggianti aree verdi della nazione. Il suo nome deriva da una tribù berbera, i Miknasa, e fu capitale sotto l’imperatore Mpulay Ismail ibn Sharif tra i secoli XVII e XVIII.
Place el-Hedim è l'incantevole ampia piazza centrale della città, che ricorda molto la Jaama el Fna di Marrakech. Giochi, spettacoli e attrazioni si svolgono a partire dalle ore del tramonto. Su questa piazza si affaccia anche il Mausoleo di Moulay Ismail, un edificio imponente, color ocra, visibile solo dall’esterno per i non musulmani. Nei dintorni si trova la magnifica porta d’accesso alla città, Bab el-Mansour, edificata nel secolo XVII. La più maestosa e meglio conservata delle porte imperiali del Marocco, è decorata con iscrizioni e colonne di marmo provenienti dal vicino sito archeologico di Volubilis.
Nel 1996 la medina di Meknes, risalente al secolo XI, è stata inserita nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Sorse come cittadella fortificata e nel corso dei secoli fu circondata da alte mura protettive, costruite con diversi stili, caratteristici dell’architettura islamica del Maghreb e del sud della Spagna.
La Medina è un crocevia di gente, un luogo che esplode di colori profumi, suoni. Le tante fontane indicano i punti focali dove la gente si raduna e dove si svolgevano le principali attività.
Un importante edificio storico da visitare è la Medersa Bou Inania, ossia la scuola coranica di Meknes, consacrata nel 1350 da Abu Inan Faris, un superbo esempio di stile architettonico marocchino: bellissimi sono i soffitti in legno, le pareti decorate a mosaico e le porte istoriate.
A 27 km da Meknes si trova questo sito archeologico, tra i siti meglio conservati di tutto il Marocco, inserito nell’elenco dei patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Abitata fin dall'epoca neolitica, Volubilis era la più occidentale tra le città del Nord Africa.  Con il nome di Oualili, “oleandri rosa”, era una delle capitali della Mauritania che fu annessa all’Impero Romano nel 42 d. C. Oggi il sito testimonia le vestigia romane dell’antico centro urbano e tra le sue rovine è possibile riconoscere i resti di un impianto termale, di un antico foro e di un arco di trionfo. L’area archeologica è inoltre ricca di frammenti di mosaici con numerose scene tratte dalla mitologia greco-romana.
Zagora (34.000 abitanti) è una città situata nella valle del Draa. Come  avamposto del deserto, ai confini del Marocco, è servito da punto di partenza per numerose spedizioni dal XVI secolo fino ad oggi. Iconica è l’insegna raffigurata da un cammello e la scritta «Timbuktu, 52 giorni». Questa è la durata stimata della traversata del deserto, tra i più ostili al mondo, verso la città più vicina che si trova nel Mali. 
 
Béni Mellal  è una suggestiva città di circa 60.000 abitanti situata nel centro geografico del Marocco, in un territorio di grande bellezza. Sorge a 625 m s.l.m. in un'oasi ai piedi del Jbel Tassemit (2247 m), fra i rilievi del Medio Atlante e la pianura. La Kasba di Beni Mellal, cioè la cittadella più antica, risale proprio a quell’epoca e nel corso dei secoli la città si sviluppò attorno a essa, diventando un importante punto di sosta per le carovane che cercavano ristoro dalle sabbie del deserto.  Gran parte dello sviluppo moderno è invece dovuto alla costruzione della diga che ha formato il lago di Bin el Ouidane, riserva d'acqua importante per lo sviluppo agricolo della città. Appena fuori dal centro urbano si estende per chilometri e in tutte le direzioni la vera ricchezza di questa città, le sue coltivazioni di arance e ulivi, i cui prodotti vengono esportati in tutto il mediterraneo. 
Una delle attrazioni culturali più interessanti di Beni Mellal sono le sue scuole di musica e di danza, che attingono da una tradizione secolare fatta di compositori, musicisti e danzatori tradizionali resi celebri in tutto il Marocco dalle leggende dei berberi e dei beduini.  
La meta turistica più visitata della regione è a circa 120 chilometri da Beni Mellal: le cascate Ouzoud, che si gettano in basso con uno spettacolare salto di oltre 110 metri.  
Questa cittadina, circondata dalle montagne del Alto Atlante e del Medio Atlante è considerata una piccola Marrakech, per i bastioni di fango (7km e mezzo) che la difendevano e i suoi animati souq. Questa città mercato berbera si trovava sulle rotte delle carovane ed è un ottimo hub per andare alla scoperta delle coste atlantiche a sud di Agadir
Essaouira, antica città costiera fondata da mercanti fenici, si trova su una penisola di fronte all’Atlantico, a circa tre ore di macchina da Marrakech. Conosciuta come la città bianca per il colore tipico degli edifici della sua medina, ha avuto nella sua storia un ruolo importante come polo commerciale, partendo dallo scambio di sale e tintura a base di porpora, ricavata dalla pesca dei murici. Nel 1764 il sultano Muhammad III del Marocco la trasformò in una base navale fortificata su progetto dall’architetto francese Thèodore Cornut. Per anni rimase l’unico porto aperto al commercio estero e godette di grande prosperità anche grazie alla numerosa comunità ebraica  che divenne intermediaria tra il sultano e le potenze straniere. Il suo declino iniziò con il protettorato francese, a vantaggio di altri porti come Casablanca e Tangeri. 
Oggi la città è rifiorita grazie al turismo e alla sua vocazione culturale e musicale. I suoi fiori all’occhiello sono il porto, dove il pesce fresco appena pescato viene scaricato dai pescherecci e esposto su bancarelle per essere venduto, la Kasbah con le mura fortificate ancora difese dai cannoni, e la Medina, dichiarata patrimonio dell’Unesco, con le sue casette bianche e le imposte blu, la piazzetta di Moulay Hassan con i suoi caffè, gli stretti vicoli che si aprono poi in piccole piazze dove sono allestiti mercati e bazar.
il Museo Sidi Mohamed Ben Abdallah raccoglie il meglio dell’arte e dell’artigianato locale: collezioni di strumenti musicali, gioielli, tappeti e costumi, armi e pitture su legno.  Essaouira vanta anche  una bella spiaggia di sabbia che nel tardo pomeriggio scompare per lasciare posto alla marea che la lambisce quasi completamente.
 

 
Taghazout è un villaggio del sud-ovest del Marocco che affaccia sull'Oceano Atlantico e dista 16 km a nord di Agadir. E’ diventato di fatto un’enclave eco-friendly che attira visitatori da tutto il mondo, per fare surf e per godersi il clima temperato tutto l'anno.
Marrakech è il miglior punto di partenza per esplorare la principale catena montuosa del Maghreb. Più precisamente la sezione montuosa più accessibile da questa città del Marocco è quella dell’Alto Atlante, dove si trova  il Jbel Toubkal, la montagna più alta del Nord Africa. 
Ammantati di neve nei mesi invernali e pullulanti di fiori selvatici nei mesi più caldi, gli altipiani rocciosi e le lussureggianti valli delle montagne dell'Atlante offrono paesaggi suggestivi, resi più affascinanti dalla presenza delle tribù berbere del Marocco. 
Nella parte orientale dell’Alto Atlante, in un punto remoto confinante con la catena montuosa del Jebel Sarhro, si trovano le Gole di Todra, uno dei canyon più spettacolari del mondo: elevate pareti (raggiungono anche i 300 mt!) di roccia dalle sfumature rosa e grigio scavate dall’acqua.  
Uno dei luoghi più scenografici del Marocco,  per le numerose oasi, i palmeti e le bellissime Kasbah, è la Valle del Dadès, un canyon non lontano dalle gole di Todra, a 110 chilometri da Ouarzazate, nel cuore della valle delle rose. Questa valle formatasi nei secoli  attraverso le pareti delle montagne dell’Alto Atlante grazie al fiume Dades,   da tempi lontani è la via principale tra il deserto  le antiche oasi commerciali del Tafilalet.
Ll valico di Tizi-n-Tichka ( 2.260 mt)  è il passo più alto del paese e si trova sulla strada panoramica da Marrakech porta a Ouarzazate attraversando le montagne dell’Alto Atlante, fino ai confini dell’arido deserto. Da questo valico, con un detour di 25 ckm si può raggiungere la  Kasbah di Telouet costruita nel 1900, una delle residenze dell’ultimo pascià di Marrakech
Facilmente raggiungibile da Marrakech sono le Cascate di Ouzoud, le cascate più alte del nord Africa, imponenti masse d’acqua che si gettano in una gola di roccia rossastra ai piedi delle montagne, che offrono uno spettacolo naturale mozzafiato.
 
Una delle esperienze da non perdere quando si visita Marrakech, è un’esplorazione nel deserto. Lo spettacolare paesaggio desertico che regala emozioni uniche, può essere goduto  sul dorso di un cammello o su moderne 4X4 dotate di aria condizionata. Le due zone più importanti del Deserto del Sahara Marrocchino sono Merzouga e Zagora. 
Il Deserto di Merzouga, il più lontano da Marrakech (a circa 550 km), corrisponde a quello che si immagina pensando al Deserto del Sahara: le dune  di Erg Chebbi, raggiungono i150 metri d’altezza, le più alte del Marocco, e non hanno nulla da invidiare a quelle dei deserti algerini e libici. Il Deserto di Zagora è più arido e con un numero inferiore di dune rispetto a quello di Merzouga. Il vantaggio principale di Zagora è che si trova più vicino a Marrakech (360 km), rispetto a Merzouga. Zagora è un luogo affasciante circondato da un palmeto e sovrastato da un massiccio roccioso. Per raggiungerlo, durante il viaggio ci si può fermare ad ammirare i siti storici, come la magnifica Kasbah Aït Benhaddou.
Situata nel Marocco meridionale, questa vallata è attraversata dal fiume più grande del paese, il Draa. che rimane in secca per quasi tutto l’anno. È soprannominata “la valle dalle mille Kasbah” per la presenza di numerose città-fortezza, costruite per difendersi dagli attacchi ma sfruttate dai mercanti e dalle carovane, provenienti da Timbuctù, e dalla faticosa traversata del deserto, in quanto luoghi freschi e ospitali. Il paesaggio in quest’area è molto variegato, e comprende pianure lussureggianti, palmeti, montagne innevate, dune di sabbia. 

Questa valle affascinante, con i suoi villaggi di tufo arroccati sui fianchi della montagna e i campi coltivati a scacchiera, si trova a meno di un’ora di macchina da Marrakech.  In inverno e in primavera è possibile anche vedere le cime innevate dell'Atlante, mentre in estate, i pioppi e i salici piangenti sulle rive del fiume Ourika offrono una frescura molto gradita.   

Il deserto di Agafay è in assoluto il più accessibile, distante solo  30 km dalla città. E’ comunque un gioiello di natura con sorprendenti dune rocciose e piccole rilassanti oasi.