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India: Il Gujarat e gli Stati Centrali

Questa antica città sorge sulla riva sinistra del fiume Sabarmati: considerata tra il 1573 e il 1700 la più bella città dell’India Occidentale, è oggi nota per essere associata alla biografia del Mahatma Gandhi, per i suoi monumenti storici e per la sua avanguardia futuristica che coesiste con le tradizioni del passato. Da visitare l’Ashram di Sabarmati, il Museo Calico, la Moschea del Venerdì e la Moschea di Siddi Bashir.

Il nome è derivato dall’imperatore mughal Aurangzebche, che qui edificò un gran numero di monumenti tra cui spiccano il mausoleo e la moschea in memoria del suo maestro spirituale. Il figlio non fu da meno, facendo costruire in onore della madre una tomba calcante le fattezze del Taj Mahal di Agra. La città vecchia, protetta dalle mura mughal, è animata da un colorito bazar.

Mumbai, ufficialmente Bombay fino al 1995, è una città dell'India, capitale dello stato del Maharashtra.
Ritenuta da molti la più bella città dell’India, ha dimensioni impressionanti. E’ di origine coloniale: il piccolo villaggio di un tempo deve il proprio sviluppo agli stanziamenti portoghesi del XVI sec. e ai successivi insediamenti commerciali olandesi e inglesi. Nel 1674, sotto la Corona Britannica, divenne sede centrale della Compagnia delle Indie Orientali, determinandone il rapido sviluppo portuale. Oggi è il principale centro commerciale e industriale dell’India. I templi indù si alternano alle moschee, ai templi jainisti e sikh.

A dieci chilometri dalla costa di Bombay (Mumbay), Elephanta deve il proprio nome ai coloni portoghesi che sbarcati sull’isola si imbatterono in un grande elefante di pietra. Deve la propria fama al grande tempio in onore del dio Shiva ricavato dalla roccia: una lunga gradinata conduce alle grotte nelle quali, tra il 450 e il 750 d.C., vennero scolpiti i pannelli che rappresentano aspetti e attività divine.

Ospita una serie di monasteri buddisti, templi indù e jaina scavati in un arco di tempo che va dal 600 al 1000 d.C. Il capolavoro di Ellora è il tempio Kailasa: l’imponente struttura, creata scalpellando una massa di 200.000 tonnellate di roccia, deve il proprio nome al monte himalayano su cui dimora il dio Shiva. In questo desolato e inquietante scenario si offrono al visitatore 34 grotte, molte delle quali risalenti al VII sec.: le 12 dislocate a sud sono buddiste, le 17 del centro induiste, mentre le 5 a nord sono jainiste.

Nei pressi del monte Shatrunjaya si trova uno dei luoghi più sacri del jainismo: qui i 24 maestri avrebbero trovato l’illuminazione.
E’ uno scenario mistico e grandioso risalente a nove secoli fa, racchiuso da una gigantesca muraglia che custodisce il più grande complesso di edifici sacri di tutta l’India. Il percorso che conduce alla cittadella religiosa è praticabile percorrendo 3500 gradini e 3 km, oppure ricorrendo al dholi, la celeberrima portantina. Il tempio più importante è impreziosito d’oro e diamanti.

Cittadina universitaria ricca di cultura e armonia, è situata 100 km a Nord di Bhavnaga: meritano una visita il Museo Maharaja Fateh Singh ed il sontuoso palazzo in stile indo-saraceno Laxmi Vilas Palace, fastosamente edificato nel XVI sec.

l tempio del sole risalente al 1026 è uno dei più interessanti esempi di architettura indù, famoso per l’abbondante addobbo scultoreo che orna ogni centimetro quadrato della sua superficie con figure di divinità, animali e fiori.

La città di Maheshwarha trascorso un periodo di grande prosperità nel XVIII sec.: capitale del regno di re Kartivarjun, il quale fece edificare molti templi e ghat, è tuttora meta di pellegrinaggio. Il Forte ne domina il panorama e contiene al proprio interno diversi templi, noti per i balconi intarsiati e gli splendidi disegni prodotti sulle porte. Imperdibile una passeggiata lungo i ghat, le scalinate che scendono al fiume Narvada pullulanti di pellegrini e santoni in meditazione.

Considerata dai buddisti “la Cappella Sistina dell’Asia”, è caratterizzata da un insieme di grotte ricavate in un ripido costone di roccia; le grotte sono 29 e risalgono al periodo compreso tra II e IV sec. d.C. I motivi degli affreschi murali spaziano dalla vita del Buddha, alle leggende religiose, fino alle scene di vita quotidiana.

Questo magico spazio di 200 ettari di natura incontaminata, posto in una magnifica posizione a 650 m, si affaccia sulla valle della Narmada che scorre verso occidente e sulla pianura del Deccan, che si estende verso sud a perdita d’occhio. Ospita un complesso architettonico di grande interesse culturale.

È un distretto molto vasto, una piatta distesa di terreno arido e salino che durante i monsoni si copre d’acqua fino ad una profondità di due metri. Nel periodo più caldo dell’anno assume un aspetto surreale, con i scintillanti cristalli di sale che brillano sulla superficie della terra bruciata dal sole. Nel piccolo Rann vivono l’asino selvatico asiatico, la volpe, il cinghiale e numerosissime specie di uccelli.

 

Festival che si svolge nel piccolo e quieto villaggio di Tarnetar, regione dei Panchal, casta predominante nel Gujarat. Vivacissimo e ricco di rituali, è famoso anche per le danze e le competizioni sportive (su tutte, la gara delle carrozze).

 

Si svolge annualmente, ed è celebrato in onore del dio Sheva con musiche e canzoni del deserto.